Sabato, Gennaio 21, 2012
In forma cartacea e con frequenza D pubblicazione giornaliera…
Iniziamo, Dario, con spiegare ai nostri lettori (anche se l’avrà fatto milioni di volte) il significato del nome del gruppo: dARI; perché con maiuscola e minuscole invertite?
Buongiorno a lei e a tutti i lettori del giornale La Sesia.
dARI nasce come mio nome d’arte, essendo in origine un progetto solista, rimasto poi invariato anche dopo la formazione del gruppo.
Le maiuscole e minuscole invertite risalgono al 2003, quando volutamente amavo ribellarmi alla normalizzazione della grafia. Trovavo piacevolmente interessante leggere quel nome differente, in mezzo a tanti nomi scritti tutti uguali, anche se, sia ieri che oggi non si tratta di essere diverso o normale ma semplicemente me stesso.
Ci racconti ora, Dario, il primo ricordo personale che ha della musica?
Ho svariati ricordi legati alla musica alcuni più a fuoco di altri. Mi piace ripensare alle lezioni di piano da bambino, a quando ho preso per la prima volta una chitarra in mano, ai primi sogni di calcare un palco e suonare davanti ad un pubblico.
Ricordo l’ostinazione con cui sfidavo me stesso più che gli altri nel cercare di rincorrere la mia visione, la mia voglia di salire sulla "cresta dell’onda" conquistandomi passo dopo passo piccoli pezzi del mio presente che in un attimo diventavano passato… un passato che ancora oggi mi piace ricordare.
Quali sono i motivi che vi hanno spinto a formare i dARI? ci racconta un po’ la vostra storia?
Volevo suonare dal vivo i miei pezzi, volevo una band con cui alzare il volume delle canzoni.
La storia del mio gruppo, come tutte le più belle storie da raccontare, ha alti e bassi e quindi molteplici cambi di formazione, un sacco di prove nelle varie cantine, garage, sala prove ad ore, concorsi musicali nazionali vinti e persi, concerti nei locali d’Italia e nel centro giovani sotto casa, suonando davanti a nessuno o con tanta gente da far tremare le gambe. Tante porte chiuse in faccia e poi l’incontro con la BlissCo e la EMI, i video in Televisione e l’affetto del pubblico, cambiare lavoro, le interviste in radio e sui giornali, il cd pubblicato sugli scaffali dei negozi di dischi, rimanere con i piedi per terra mentre stai cavalcando l’onda come fanno i surfisti, sfidarsi sempre come Davide contro Golia dove io sono Davide con la fionda.
Tra di voi aostani, c’è un ‘‘infiltrato’‘, un vercellese: come è avvenuto l’incontro e l’assunzione?
L’incontro con Fasa (Daniel Fasano) è conseguente ad un messaggio su Facebook…
Alla band mancava il batterista dopo l’abbandono di quello precedente; tramite audizioni che pubblicizzavamo sul sito ( www.dariforce.com ) e su facebook ( www.facebook.com/dariforce ) stavamo cercando un valido sostituto.
Fasa decise di contattarmi, fissammo una prova e ci volle davvero poco per capire che avevamo incontrato il miglior batterista italiano della sua età in circolazione. La ricerca finì e da li a poco la band era pronta per salire su un palco.
Al di là del successo, ha ancora un significato oggi per lei la parola musica?
Per me la parola musica oggi ancora più di ieri ha grande significato. La musica aiuta ad incanalare quell’energia e quel desiderio di fare e dire cose sotto forma di canzone, quel desiderio di prendersi dei rischi e di essere all’altezza del proprio ruolo. Tutte caratteristiche che puoi trovare in chi fa un "mestiere" come il mio.
Ma cos’è per lei o per i dARI la musica?
Per me la musica e’ metabolismo; racchiude allegria, coraggio, potenza, profondità, allena il carattere e il talento, è l’indipendenza, mi aiuta ad esplorare il limite, mi spinge a fare un disco sempre migliore, è lucidità mischiata alla follia, è la ricerca dell’instabilità per ottenere l’equilibrio.
Tra le molte canzoni che ha cantato ce ne è una a cui è particolarmente affezionato?
Sono legato a diverse canzoni perché le connetto a differenti situazioni della mia vita ed ogni volta che le risuono, è come rivivere in parte quel momento così unico.
Sono affezionato a "Wale ( tanto wale )" perché racchiude grande energia ed è stata anche la prima canzone a mettermi in connessione con un pubblico. Amo "Per piacere" perché è stata la prima canzone che ho scritto in assoluto e quindi porta con se tutto il mio mettermi alla prova e tutta la mia politica di sperimentazione.
Mi rendo conto che potrei dare una motivazione per ogni canzone…
Quali sono stati i suoi maestri nella musica, nella cultura, nella vita?
Amo ascoltare tanta musica, scoprire novità e di conseguenza nuovi maestri. Ho iniziato con le musicassette di Michael Jackson per poi passare al punk rock californiano dei green day, blink 182, rancid, nofx… praticamente tutta la scena musicale della fine degli anni novanta ; ancora oggi mi piace la California e l’immaginario che porta con sé.
Apprezzo la forza dei Nirvana e le melodie dei killers.
Per un periodo della mia vita, ho ascoltato Alberto Camerini e amo alcuni cantautori italiani, tra cui Ivan Graziani ma anche Vasco Rossi e Lorenzo Jovanotti.
Mi piace leggere filosofia pop, saltuariamente qualche romanzo e sono fan del rivoluzionario Gesù di Nazareth.
Qual è per lei il momento più bello della sua carriera di musicista?
Il momento più bello della mia carriera è ciclico, si presenta ogni qualvolta si finisce un disco, perché a quel punto ho dato tutto quello che potevo dare e tocca alle canzoni fare il resto.
Avete mai suonato a Vercelli? cosa vi aspettate dal pubblico di questa città?
Si abbiamo già suonato a Vercelli ed è stata una bella serata del 2010 .
Ci aspettiamo di divertire e divertirci. Sarà una data particolare perché chiude definitivamente lo "SPAZZATOUR" , la nostra prima tournée teatrale messa in piedi dopo l’uscita del terzo disco "IN TESTA".
Chiude un’epoca e ne annuncia una nuova.
Cosa sta progettando a livello musicale per l’immediato futuro?
Sto progettando novità...
Amo qualsiasi cosa sia nuova perché ha la potenza di un esordio e quindi, per il 2012
voglio un disco nuovo che abbia l’energia di un uragano, un sito nuovo che faciliti le relazioni e gli scambi tra le persone connesse, concerti nuovi con diverse soluzioni da presentare negli spettacoli, svariati contenuti anche non musicali come il seguito di "TUTTOdARIFARE" il primo libro targato dARI e anche nuovi video che tengano gli occhi fissi sullo schermo; insomma nel 2012 voglio alzare il tiro e rimboccarmi le maniche, prendermi la responsabilità di nuovi rischi e nuove sfide.
Non mi resta che salutarvi e ricordarvi che ci troverete al Teatro civico il 15 Gennaio.
Ciao
Dario Pirovano
PS: Grazie a Rosa Casapullo per lo scatto fotografico figo…
Ok, perfetto… grazie Dario… *-*
*O* quante news :3 le aspettiamo XD grazie
ma che belle novità! apetto intrepida l’uscita del nuovo cd e di una specie di seguito di tuttodarifare!
ciao D !
Mi piace molto la tua “politica” e spero che i più bei momenti della tua carriera debbano ancora arrivare…
Le tue “proiezioni” sulle novità gasano (: ! ! !
ciao^o^
grazie dario….ooh finalmente 1 intervista fatta da qualcuno competente davvero,secondo me la vostra/tua intervista migliore con domande diverse dal solito di un certo spessore anche…non vediamo l’ora del vostro ritorno.
Che meraviglia quest’intervista! Grandi parole come sempre!
wow!xD cavolo,queste risposte sono molto belle<3
però è vero che i 29 anni si fanno sentire…gli ha dato del lei…:D
Ottima intervista! Almeno per una volta, le classike domande scontate le abbiamo lasciate a casa! XD
Aspetto con ansia tutte queste novità!!!!
Bellissima intervista!!!! Non vedo l’ora di vedere tutte le novità!!!!
Aprile 2012
Marzo 2012
Febbraio 2012
Gennaio 2012
Dicembre 2011
Novembre 2011
Ottobre 2011
Settembre 2011
Agosto 2011
Luglio 2011
Giugno 2011
Maggio 2011
Aprile 2011
Marzo 2011
Febbraio 2011
Gennaio 2011
Dicembre 2010
Novembre 2010
Ottobre 2010
Settembre 2010
Agosto 2010
Luglio 2010
Giugno 2010
Maggio 2010
Aprile 2010
Marzo 2010
Febbraio 2010
Gennaio 2010
Dicembre 2009
Novembre 2009
Ottobre 2009
Settembre 2009






